Il nichel è quasi onnipresente nella nostra vita, dalle fibbie dei reggiseni alle sedie da ufficio, ma in genere fa poco danno, perché quando è a contatto con la pelle viene scarsamente assorbito dall'organismo. Tuttavia negli ultimi anni le reazioni negative al nichel sono aumentate, probabilmente a causa dei grassi industriali, in cui il nichel è presente come residuo.
I segni di una ipersensibilità al nichel sono ben visibili: dermatite atopica, mani con pelle secca, crepata, bollicine sulle dita (disidrosi). A volte, grasso distribuito un po' in tutto il corpo, e poi cefalea, reflusso gastroesofageo. I segni, insomma, di un organismo che è sotto sforzo e che tenta di liberarsi di sostanze nocive.
La situazione si complica quando una persona è ipersensibile anche ai salicilati naturali, che sono presenti in moltissimi alimenti - in particolare frutta e verdura - per non parlare delle sostanze non naturali, come l'aspirina. Anche qui i segni di intolleranza sono abbastanza visibili: c'è facilità a sanguinare (un classico dell'aspirina), orticaria immediata o cronica, respiro pesante (asma) e, stranamente, gli analgesici funzionano al contrario.
Chi ha queste intolleranze ha la pelle secca e bollosa, e in più l'orticaria; ha addosso più grasso di quel che vorrebbe; ha le gengive e le mucose che sanguinano; respira male, ha mal di testa e, se prende un antidolorifico, sta peggio.
È impossibile evitare integralmente il contatto col nichel. L'obiettivo, ideale, è di starne lontani il più possibile. Più realisticamente significa impostare una dieta di controllo riducendo l'apporto degli alimenti che ne contengono di più (cacao, pomodoro, pera...) e facendoli ruotare in modo da non “sovraccaricare” l'organismo.
Anche i salicilati, che sono naturalmente presenti in molti alimenti, non si eliminano: basta controllarli, seguendo le indicazioni “di livello” fornite dal medico.
In entrambi i casi e a giudizio del medico, è possibile anche integrare efficacemente la dieta con i vaccini iposensibilizzanti a bassa dose, che consentono un contatto più agevole con alimenti e oggetti che ne contengono.
Tenere sotto controllo i salicilati non è un problema, basta far ruotare gli alimenti che ne contengono di più, evitando di mangiarli sempre tutti nello stesso giorno.
Per il nichel, il problema chiave sono i grassi industriali, in particolare i grassi idrogenati. La via d'uscita è utilizzare solo olio buono (di oliva, o di singolo seme) usato a crudo. Meglio anche evitare i cibi in scatola (banda stagnata) e usare, invece, le confezioni in vetro.