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Intolleranza a Latte + Sale

Il segno più tipico di un'intolleranza al latte è uno stato generale di infiammazione, che parte dall'intestino (colite, stipsi) ma diventa anche catarro, pelle impura, adipe accumulato sull'addome (pancia); e soprattutto si manifesta come la stanchezza profonda e senza riposo di chi dice “non ce la faccio più”.

La situazione diventa più pesante quando interviene un eccesso di sale, che significa ipertensione, corpo e caviglie gonfie, asma o difficoltà di respiro. Il risultato (calo di forze e resistenza immunitaria, corpo che diventa greve, disturbi cutanei) può essere sgradevolmente allarmante: ma cosa mi sta succedendo?

Cosa significa “evitare il latte e il sale”?

Intanto il sale non si evita, visto che è presente nel corpo e in moltissimi alimenti al naturale: però in molti cibi industriali è aggiunto in quantità molto alte, quindi l'obiettivo è controllarlo. Invece evitare il latte, per chi è intollerante, significa evitare tutto il latte di origine animale (di mucca, di capra, di pecora, scremato, predigerito...) e i prodotti relativi come yogurt, siero, formaggi, burro, panna, gelati. E siccome in molte preparazioni industriali il latte è presente come componente, è necessario fare attenzione.

Come si affronta la dieta del latte e del sale?

Controllare il sale significa leggere le etichette di tutti i prodotti industriali e/o artigianali (compreso il pane che vende il vostro panettiere) e poi sostituire praticamente tutto con altri prodotti, scelti con cura o fatti in casa. Però: pasta, riso, farine, grani sono OK; molti ottimi biscotti e snack senza sale adesso sono anche in molti supermercati; il pane è facile da sostituire con crepes, patate al forno, torte e dolci fatti da voi.

Senza latte - nei giorni di dieta - vuol dire davvero senza latte. Questo significa dare sempre una buona occhiata alle etichette dei cibi pronti, ed evitare anche i latticini nascosti come siero di latte, lattoalbumina, lattoglobulina, caseina, lattosio, proteine del latte (o di bovino, di capra, ecc.). Sembra complicato ma ci si abitua presto, e dopo i primi giorni si sa già cosa va bene e cosa no.

Il latte-latte (ad esempio nei frullati, o nella colazione del mattino) è facile da sostituire con i “latti” vegetali: di mandorla, di riso, di soia, di castagne, di avena. Fate un po' di prove per trovare quelli che vi piacciono di più; alcuni li trovate anche già pronti sotto forma di yogurt, o di gelato.

Cucinare senza latte è davvero facile, basta usare olio o latte vegetale al posto del burro. Non c'è neanche bisogno di cucinare in modo diverso per i familiari; al massimo i non-intolleranti potranno utilizzare più liberamente alcuni ingredienti, come ad esempio i formaggi.

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