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Intolleranza a Latte + Sale + Salicilati

 

L'eccesso di sale si vede subito nell'ipertensione. La persona trattiene troppa acqua, ha le caviglie gonfie, può respirare a fatica (asma) e tende a trattenere i liquidi. Ad esempio chi soffre di sindrome premestruale (buon esempio di gonfiore da ritenzione) sa che può perdere più di un chilo di peso - in liquidi - da un giorno all'altro.

Se oltre all'eccesso di sale c'è un'intolleranza al latte, la pelle è disturbata (acne, psoriasi), il catarro è abbondante, l'intestino infiammato, troppo pigro (stipsi) o troppo attivo (colite). Ma il sintomo peggiore è la stanchezza profonda e invincibile dell'infiammazione cronica, che ruba energia a tutto l'organismo.

La situazione si complica quando una persona è ipersensibile anche ai salicilati naturali, che sono presenti in moltissimi alimenti: c'è facilità a sanguinare, orticaria immediata o cronica, asma, e stranamente, gli analgesici funzionano al contrario.

Chi ha queste intolleranze non vive bene. È iperteso, con le caviglie gonfie, ha l'orticaria, dermatiti legate al latte, l'intestino regolarmente in disordine, un eccesso di adipe sull'addome. Ha il classico mal di testa da infiammazione, e se prende un antidolorifico, sta peggio. In più respira a fatica - l'asma da ipertensione si somma a quella da salicilati - ed è disperatamente stanco.

Cosa significa “evitare il latte, il sale e i salicilati”?

Evitare il latte, per chi è intollerante, significa evitare (nei giorni di dieta) tutto il latte di origine animale (di capra, di pecora, scremato, predigerito, ecc.) e i suoi derivati, come yogurt, siero, formaggi, burro, panna, gelati. E siccome in moltissime preparazioni industriali il latte è presente in forma di componente, è necessario fare attenzione.

Controllare il sale è più complicato, perché il sale (aggiunto) è presente in moltissimi alimenti industriali. Quindi è necessario leggere con attenzione le etichette, e prepararsi a sostituire una gran parte dei soliti prodotti con delle alternative senza sale.

Anche i salicilati, che sono naturalmente presenti in molti alimenti, non si eliminano: basta controllarli, seguendo le indicazioni “di livello” fornite dal medico. In pratica, è sufficiente controllare il carico giornaliero di salicilati, scegliendo di volta in volta l'alimento giusto: non è un grosso problema scegliere un fico al posto di un lampone. È possibile anche integrare efficacemente la dieta con vaccini iposensibilizzanti a bassa dose, che consentono un contatto più agevole con gli alimenti che contengono i salicilati.

Come si affronta la dieta del latte, del sale e dei salicilati?

Controllare i salicilati non è un gran problema: che ci importa scegliere un frutto al posto di un altro?

Invece, senza latte vuol dire davvero “senza latte”. Questo significa dare sempre una buona occhiata alle etichette dei cibi pronti, ed evitare anche i latticini nascosti come siero di latte, lattoalbumina, lattoglobulina, caseina, lattosio, proteine del latte (o di bovino, di capra, ecc.). Sembra complicato ma ci si abitua presto, e dopo i primi giorni si sa già cosa va bene e cosa no.

Controllare il sale significa leggere le etichette di tutti i prodotti industriali e artigianali (compreso il pane che vende il vostro panettiere) e poi sostituire praticamente tutto con altri prodotti, scelti con cura o fatti in casa.

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