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Intolleranza a Latte + Nichel

Le persone intolleranti al latte: tendono ad essere un po' tonde e di pelle chiara, col grasso accumulato nella zona dell'addome (pancia). C'è catarro (raffreddore, otiti), pelle disturbata (acne, psoriasi) e l'intestino infiammato, troppo pigro (stipsi) o troppo attivo (colite). Il sintomo peggiore è la stanchezza profonda e invincibile dell'infiammazione cronica, che ruba energia a tutto l'organismo.

La situazione si complica quando una persona è ipersensibile anche al nichel, che oggi è presente quasi dappertutto (ma in genere fa poco danno, perché a contatto con la pelle viene poco assorbito). Tuttavia negli ultimi anni le reazioni negative al nichel sono aumentate, probabilmente a causa dell'enorme diffusione dei grassi industriali, in cui il nichel è presente come residuo. I “segni del nichel” sono piuttosto evidenti: sofferenza cutanea (dermatite atopica, il sintomo tipico del corpo che cerca di liberarsi delle sostanze nocive) e in particolare sulle mani pelle secca, crepata, con bollicine sulle dita (disidrosi); e poi cefalea, reflusso gastroesofageo - i segni, insomma, di un organismo che fatica a gestire il suo carico di tossine.

Risultato, chi ha queste intolleranze non vive bene. L'intestino funziona male, spesso c'è grasso accumulato sulla pancia.  La pelle vive insieme i disagi del latte (acne, psoriasi) e la disidrosi del nichel. È frequente il mal di testa (da malassorbimento, da tossine) ma c'è soprattutto la stanchezza di un sistema immunitario che deve fare i conti con un'infiammazione cronica: come un'influenza che non passa mai.  

Cosa significa “evitare il latte e il nichel”?

Evitare il nichel oggi non è possibile. L'obiettivo ideale sarebbe starne completamente alla larga; più realisticamente, l'obiettivo di una buona dieta di controllo è solo ridurre l'apporto degli alimenti che ne contengono di più, con particolare attenzione ai grassi industriali (che lo contengono come residuo), agli alimenti in scatola, e alla rotazione dei cibi. È possibile anche integrare efficacemente la dieta con vaccini iposensibilizzanti a bassa dose, che consentono un contatto più agevole con alimenti e oggetti che contengono nichel.

Invece evitare il latte significa evitare praticamente tutto il latte di origine animale (compreso quello di capra, di pecora, di lama, scremato, predigerito...) e i suoi derivati, come yogurt, siero, formaggi, burro, panna, gelati.. E siccome in moltissime preparazioni industriali il latte è presente in forma di componente, è necessario fare attenzione.

Come si affronta la dieta del latte e del nichel?

Per il nichel, basta tenere sottomano la scheda relativa e imparare pian piano a regolarsi con le quantità. Senza latte, invece, vuol dire davvero senza latte. Questo significa dare sempre una buona occhiata alle etichette dei cibi pronti, ed evitare anche i latticini nascosti come siero di latte, lattoalbumina, lattoglobulina, caseina, lattosio, proteine del latte (o di bovino, di capra, ecc.). Per fortuna il latte è facile da sostituire con i latti vegetali: di riso, di soia, di castagne... li trovate già pronti, anche in molti supermercati, o potete farveli in casa.

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