Sia l'intolleranza al latte che l'intolleranza ai lieviti sono legati a precisi sintomi di stanchezza. Così, chi è ipersensibile a latte e lieviti vive un profondo e durevole calo di energia, perché un'infiammazione intestinale generalizzata ruba all'organismo forza e capacità immunitaria.
Altri segni: catarro abbondante, in particolare nei bambini, con raffreddori e otiti ricorrenti, frequenti contagi fungini, come candidosi, vaginiti, micosi, o certi disturbi polmonari cronici, problemi intestinali (coliti o stipsi), legati allo stato infiammatorio locale e all'alterazione della flora intestinale. Questo si riflette spesso sulla pelle (acne, psoriasi, dermatite seborroica, eritema solare) e sul grasso corporeo, che tende ad accumularsi sull'addome.
In più, accanto alla stanchezza, l'organismo vive una specie di “ubriacatura”, tipica dei lieviti, che toglie lucidità fisica e mentale.
Evitare il latte, per chi è intollerante, significa evitare tutto il latte di origine animale (di mucca, di capra, di pecora, scremato, predigerito...) e i prodotti relativi come yogurt, siero, formaggi, burro, panna, gelati. Siccome in molte preparazioni industriali il latte è presente come componente, è necessario fare attenzione.
Per i lieviti, le etichette non servono a molto: vanno evitati anche i funghi, gli alcolici, il miele. Basta mettere in forno un impasto di farina, anche senza lievito, perché la farina fermenti. E se lasciate un po' troppo in frigo una macedonia o un succo di frutta, ve li ritroverete fermentati.
Sarete lieti di sapere che, comunque, ci sono a disposizione moltissime cose buone. A parte i funghi, si può mangiare praticamente tutta la frutta e la verdura del mondo. Disponibili anche carne, pesce, uova fresche e salumi (con pochissime eccezioni). Ci sono poi i “latti” vegetali: di mandorla, di riso, di soia, di castagne, di avena... alcuni li trovate anche già pronti sotto forma di yogurt, o di gelato. Consentiti anche pasta, riso, patate e polenta.