Il grosso guaio di un'intolleranza al latte è un'infiammazione più o meno latente della mucosa intestinale, che ruba all'organismo energia e resistenza alle infezioni. L'effetto più vistoso dell'intolleranza da lieviti è una specie di “ubriacatura”, che toglie riflessi e lucidità. Quando a tutto questo si aggiunge una ipersensibilità al nichel il risultato è una sofferenza a livello cutaneo (pelle secca, crepata, a bollicine) e, a livello sistemico, la cefalea che è segno di un organismo sotto sforzo.
Ci sono certo altri sintomi e segni, come colite e/o stipsi, mal di stomaco, problemi cutanei (dermatite atopica, acne, micosi), ovaio policistico, adipe accumulato soprattutto nell'addome, ma davvero la chiave di questa dieta è il sovraccarico: la pelle utilizzata come canale di espulsione delle tossine, l'adipe che si accumula, la testa dolorante per i “veleni” circolanti, il sistema immunitario indebolito, e soprattutto la stanchezza invincibile di un organismo cronicamente infiammato.
Con questa dieta migliora la vitalità e la lucidità generale, la pelle si “ripulisce”, il corpo perde peso nei punti giusti.
Evitare il latte, per chi è intollerante, significa evitare (nei giorni di dieta) tutto il latte di origine animale (di mucca, di capra, di pecora, scremato, predigerito...) e i prodotti relativi come yogurt, siero, formaggi, burro, panna, gelati. Siccome in molte preparazioni industriali il latte è presente come componente (caseina, lattoglobulina, ecc.), è necessario fare attenzione.
Per i lieviti, le etichette non servono a molto: vanno evitati anche i funghi, gli alcolici, il miele. Basta mettere in forno un impasto di farina, anche senza lievito, perché la farina fermenti. E se lasciate un po' troppo in frigo una macedonia o un succo di frutta, ve li ritroverete fermentati.
Per il nichel, l'obiettivo di una buona dieta di controllo è ridurre l'apporto degli alimenti che ne contengono di più, facendo particolare attenzione ad evitare tutti i grassi industriali (che lo contengono come residuo) e gli alimenti in scatola. È possibile anche integrare efficacemente la dieta con i vaccini iposensibilizzanti a bassa dose, che consentono un contatto più agevole con alimenti e oggetti che contengono nichel.
Una volta messo a fuoco cosa non mangiare, almeno per un po', sarete lieti di sapere che avete a disposizione moltissime cose buone. Potete mangiare moltissima frutta e verdura, purché controlliate quanto nichel contengono. Carni, pesci, uova fresche sono a vostra disposizione. Potete scegliere moltissimi tipi di latte vegetale, di riso, di castagne... E potete tranquillamente godervi molti tipi di pasta, grani e farine: frumento, riso, orzo, farro... Al posto del pane potete adottare riso all'inglese, o patate fatte in mille modi. A tavola, spremute (fatte di fresco, e della frutta giusta), infusi, tè verde. E forse non sapete che esistono moltissimi dolci - dalla torta di riso alle frittelle di mela - che sono perfettamente consentiti in questo tipo di dieta.
Il latte non è davvero un problema, né da bere, né per cucinare: basta usare al posto del burro un olio (possibilmente ottimo) o il latte vegetale che preferite. Al posto di pane, biscotti e prodotti da forno vari, a parte tutto quello che potete fare voi (ad esempio, squisite crepes) ci sono piacevoli fette, estrusi, ciambelle e gallette senza lievito, oggi disponibili anche in molti supermercati.